È un documento tecnico-amministrativo che pianifica l’impiego agronomico di materiali organici e fertilizzanti (per esempio reflui zootecnici o fanghi), calibrando dosi, tempi e modalità in base alle esigenze nutritive delle colture e alle caratteristiche del suolo. Serve a ottimizzare la fertilità e la resa delle terre evitando eccessi nutritivi e rischi di inquinamento delle acque e dell’ambiente, garantendo il rispetto delle norme vigenti e tracciabilità degli interventi. Comprende analisi dei suoli e dei materiali, calcolo dei fabbisogni azotati e degli apporti, indicazioni sulle parcelle interessate e modalità operative e di monitoraggio per un uso sostenibile delle risorse.
Come scrivere una piano utilizzazione agronomica
Un piano di utilizzazione agronomica deve presentare, con rigore tecnico e documentazione di supporto, tutte le informazioni necessarie a dimostrare che l’impiego di fertilizzanti organici e minerali, reflui zootecnici e ammendanti avverrà in modo compatibile con le esigenze colturali, con la tutela della qualità delle acque e del suolo e con la normativa vigente. Occorre innanzitutto identificare in modo preciso l’azienda e la sua ubicazione, riassumendo dati catastali, estensione complessiva e per azienda agricola, tipologia aziendale e destinazione delle singole particelle: tutti i campi devono essere rappresentati su cartografia georeferenziata (estratti catastali, ortofoto o GIS) con l’indicazione di confini, punti di scarico e stoccaggio, corsi d’acqua, pozzi, aree sensibili o vincoli ambientali e zone vulnerabili ai nitrati. Per ciascuna particella la relazione deve riportare le caratteristiche pedologiche determinate da analisi di laboratorio: tessitura, pH, sostanza organica, capacità di scambio cationico, contenuti disponibili di azoto minerale, fosforo assimilabile e potassio, eventuali metalli pesanti o altre criticità; le analisi devono essere timbrate e datate e riportare campionamenti rappresentativi con la loro metodologia e frequenza di controllo prevista.
Deve essere dettagliata la colturazione esistente e programmata: rotazioni colturali previste per i prossimi anni, resa attesa per ogni coltura, stadi fenologici critici, fabbisogni nutritivi stimati in N, P2O5 e K2O per anno/coltura in funzione delle rese attese, e la stima della disponibilità nutritiva del suolo (N residuo, frazione minerale disponibile). Il piano deve quantificare con precisione le fonti nutritive aziendali: tipologia e quantità annua di reflui zootecnici prodotti (letame, liquami, pollina), caratteristiche chimico-fisiche e analitiche dei materiali da distribuire (contenuto in sostanza secca, azoto totale e ammoniacale, fosforo, potassio, eventuali elementi critici), calendario di produzione e stoccaggio temporale. Per i fertilizzanti minerali acquistati e per eventuali ammendanti o reflui esterni occorre indicare quantità, composizione e certificazioni di provenienza.
Sulla base di queste informazioni il piano deve contenere il calcolo del bilancio nutrizionale aziendale: masse e masse di azoto e fosforo entranti ed uscenti, ripartizione per fonte (produzione animale, fertilizzanti, importazioni), saldo per ettaro e per coltura e giustificazione agronomica delle quantità da distribuire, mostrando che le applicazioni non eccedono i fabbisogni delle colture né i limiti fissati dalla normativa nazionale e regionale. Le dosi di distribuzione devono essere espresse per singola particella (kg di N e P per ha) e corredate da schede campo che indicano la tempistica prevista (giorni/mesi), la tecnica di distribuzione suggerita (spandimento superficiale, incorporazione, iniezione su sodo, fertirrigazione), le profondità e i tempi di interramento, le condizioni climatiche e di umidità compatibili, e le relative misure per ridurre le perdite (coperture, lavorazioni immediate, minore volatilizzazione, uso di precision-fertilizer).
Il piano deve inoltre descrivere le infrastrutture aziendali per la gestione e lo stoccaggio dei reflui: capacità di stoccaggio esistente e necessaria per il periodo non distribuibile, caratteristiche dei contenitori o vasche (volumi, impermeabilizzazione, sistema di raccolta delle acque meteoriche, protezioni), eventuali impianti di trattamento (stabulazione a secco, biogas, compostaggio, separatori), tempi di svuotamento e programma manutentivo, nonché il piano per la sicurezza strutturale e per la prevenzione di fuoriuscite con procedure di emergenza. Devono essere incluse le modalità di trasporto e tracciabilità dei materiali destinati all’allontanamento fuori azienda: autocertificazioni, documenti di trasporto, soggetti coinvolti.
Dal punto di vista operativo il piano richiede l’indicazione delle attrezzature di distribuzione (tipologia, calibrazione, capacità, manutenzione), la frequenza e il metodo di taratura degli erogatori e un programma di controllo e registrazione: registri giornalieri o riepilogativi che riportino per ogni intervento data, campo interessato, quantitativo applicato e condizioni meteo, firme dell’operatore e del tecnico responsabile. È fondamentale prevedere monitoraggi ambientali periodici (campioni di suolo secondo cadenza definita, controlli su acque superficiali e sotterranee dove necessario) con soglie di intervento e azioni correttive previste in caso di superamento.
Il piano deve includere una valutazione dei rischi ambientali e delle misure di mitigazione: analisi del rischio di lisciviazione di nitrati, di erosione del suolo o di contaminazione di corsi d’acqua, buffer strips obbligatorie attorno a corpi idrici, distanze minime da pozzi e abitazioni, limiti declivi per lo spandimento, divieti stagionali (es. su suolo gelato o innevato), e azioni specifiche per ridurre le emissioni di ammoniaca e gas a effetto serra (incorporazione rapida, coperture, tecniche di ad acidificazione o trattamento dei liquami). Va prevista anche la gestione dei rischi sanitari e di bio-sicurezza con misure per la protezione degli operatori, smaltimento sicuro di rifiuti e materiali contaminati, e procedure in caso di contaminazione da agenti patogeni o farmaci veterinari.
Non devono mancare nel documento gli elementi amministrativi e di conformità: riferimenti normativi applicabili a livello nazionale e regionale, eventuali autorizzazioni o comunicazioni già ottenute, scadenza e validità del piano, indicazione del tecnico responsabile con firma e abilitazioni professionali, e un cronoprogramma per la revisione periodica del piano stesso. Dal punto di vista documentale il piano va corredato da allegati obbligatori quali le analisi del suolo e dei reflui, estratti catastali e mappe georeferenziate, schede di calcolo del bilancio nutritivo con la metodologia adottata, eventuali preventivi di investimento per adeguamenti strutturali, e registri di impiego e cessioni di materiale.
Infine è opportuno che il piano contempli aspetti gestionali ed economici: stima dei costi e benefici delle misure proposte, possibili soluzioni alternative per l’eccesso di nutrienti (cessione controllata a terzi, trattamenti che riducano il carico nutritivo), e un programma di formazione per gli operatori. In sintesi il documento deve essere esaustivo dal punto di vista tecnico e normativo, aggiornabile e corredato da prove analitiche e cartografiche tali da dimostrare la compatibilità agronomica e ambientale delle pratiche di utilizzazione.
Esempio piano utilizzazione agronomica
PIANO DI UTILIZZAZIONE AGRONOMICA
1. DATI AZIENDALI
Ragione sociale: _____________
Codice azienda / Partita IVA: _____________
Indirizzo sede legale: _____________
Comune: _____________
Provincia: _____________
Telefono: _____________
E-mail: _____________
Responsabile aziendale: _____________
2. OGGETTO E VALIDITÀ
Oggetto del piano: _____________
Periodo di validità: dal _____________ al _____________
3. AREE DI APPLICAZIONE E IDENTIFICAZIONE CATASTALE
Particella n. 1 – Foglio: _____________ – Particella: _____________ – Superficie (ha): _____________ – Uso attuale: _____________
Particella n. 2 – Foglio: _____________ – Particella: _____________ – Superficie (ha): _____________ – Uso attuale: _____________
Particella n. 3 – Foglio: _____________ – Particella: _____________ – Superficie (ha): _____________ – Uso attuale: _____________
Allegata mappa GIS / catasto: _____________
4. CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE E ANALISI DEL SUOLO
Data analisi suolo: _____________
PH: _____________
Sostanza organica (%): _____________
Azoto totale (mg/kg o equivalente): _____________
Azoto minerale (NO3-N mg/kg): _____________
Fosforo disponibile (mg/kg): _____________
Potassio scambiabile (mg/kg): _____________
Calcare totale (%): _____________
Altri parametri rilevanti: _____________
5. COLTURE, SUPERFICI E ROTAZIONE
Coltura attuale per particella: _____________
Superficie coltura (ha): _____________
Rotazione prevista (anno 1 – anno 2 – anno 3): _____________
Epoca di semina/raccolta prevista: semina _____________ – raccolta _____________
6. FONTI DI APPORTO (concimi, reflui, ammendanti)
Tipo prodotto 1: _____________
Quantità disponibile (t o m3): _____________
Analisi chimico-fisica (N, P2O5, K2O, % secco o solidi): _____________
Data analisi: _____________
Tipo prodotto 2: _____________
Quantità disponibile (t o m3): _____________
Analisi chimico-fisica: _____________
Data analisi: _____________
7. FABISOGNO NUTRITIVO DELLE COLTURE
Coltura: _____________
Fabbisogno N (kg/ha): _____________
Fabbisogno P2O5 (kg/ha): _____________
Fabbisogno K2O (kg/ha): _____________
Fabbisogno altri elementi (specificare): _____________
8. BILANCIO NUTRIZIONALE E PIANIFICAZIONE DEGLI APPORTI
Apporti previsti da prodotti organici (N, P2O5, K2O kg/ha): N: _____________ – P2O5: _____________ – K2O: _____________
Apporti previsti da concimi minerali (N, P2O5, K2O kg/ha): N: _____________ – P2O5: _____________ – K2O: _____________
Bilancio finale (apporti – fabbisogno) per elemento: N: _____________ – P2O5: _____________ – K2O: _____________
Dose massima consentita per applicazione (kg o m3/ha): _____________
Numero di applicazioni previste: _____________
9. MODALITÀ E TEMPI DI APPLICAZIONE
Periodo consigliato per la distribuzione: _____________
Modalità di distribuzione (es. spandimento superficiale, interramento, iniezione, fertirrigazione): _____________
Intervallo minimo tra ultima applicazione e raccolta (giorni): _____________
Condizioni meteorologiche da evitare (pioggia, vento, ecc.): _____________
Mezzi e attrezzature impiegate: _____________
10. VINCOLI AMBIENTALI E MISURE DI GARANZIA
Distanza minima da corsi d’acqua (m): _____________
Distanza minima da pozzi/sorgenti (m): _____________
Fasce di rispetto e non spandimento (descrizione): _____________
Misure per prevenire ruscellamento e lisciviazione: _____________
Piano per gestione eccedenze o stoccaggi: _____________
11. REGISTRO DELLE APPLICAZIONI (da compilare al momento dell’intervento)
Data applicazione: _____________
Particella: _____________
Prodotto applicato: _____________
Dose applicata (kg o m3/ha): _____________
Quantità totale applicata: _____________
Modalità applicazione: _____________
Condizioni meteo al momento: _____________
Operatore responsabile: _____________
Note/Osservazioni: _____________
12. MONITORAGGIO E VERIFICHE
Programma analisi suolo (periodicità e parametri): _____________
Programma analisi acque superficiali/sotterranee (se previsto): _____________
Indicatori ambientali da monitorare: _____________
Soglie di allarme e azioni correttive: _____________
13. NORMATIVA E AUTORIZZAZIONI
Normative di riferimento applicabili: _____________
Autorizzazioni/permessi posseduti (tipo, numero, data): _____________
14. ALLEGATI
Elenco allegati (mappe catastali, schede analitiche, schede di sicurezza prodotti, certificati): _____________
15. DICHIARAZIONE E FIRME
Dichiaro che quanto riportato è veritiero e che le attività saranno svolte conformemente al presente piano.
Luogo: _____________
Data: _____________
Firma del responsabile aziendale: _____________
Firma del tecnico redattore: _____________
Qualifica / Iscrizione albo: _____________
Contatti tecnici: _____________