La strategia di trading più conosciuta e utilizzata dai trader online è senza dubbio quella del breakout, cioè la rottura di livelli critici del prezzo (per le rotture al ribasso si usa spesso la parola “breakdown”). Si tratta, dunque, di una strategia che mira a comprare o vendere al superamento di un certo livello di prezzo, ritenuto particolarmente significativo, con l’aspettativa di osservare velocemente un’accelerazione delle quotazioni nella direzione della posizione aperta.

Risulta essere una strategia trend following (cioè che segue il trend principale del mercato) molto utilizzata da scalper e day-trader che mirano a guadagnare nel minor tempo possibile a seguito di importanti “rotture” sul grafico dei prezzi, ma il suo utilizzo è universalmente valido e quindi si presta molto bene anche per un’operatività più rilassata su time frame maggiori come il daily o il weekly. Il breakout rientra tra le tecniche basate sul momentum, cioè strategie che prevedono l’apertura di una posizione sul mercato quando è già in accelerazione, quindi “sulla forza” (trend rialzista) o “sulla debolezza” (trend ribassista). Si tratta di un concetto importante che lo porta il breakout a differenziarsi dalle strategie di swing trading che, invece, tendono a suggerire l’apertura di una posizione sui pullback dei prezzi oppure sulle inversioni del trend principale.

Come detto in precedenza, l’ingresso sui breakout viene eseguito a seguito della rottura di livelli molto significativi. Si tratta di massimi/minimi a 2 mesi, massimi/minimi annuali, massimi/minimi storici per il trading di posizione, massimi/minimi intraday per il day-trading e lo scalping. In realtà, la strategia basata sul breakout è molto adatta anche al breakout di alcune fondamentali ffigure geometriche dell’analisi tecnica tradizionale, come il triangolo e il rettangolo, al di là del time frame di riferimento. Infatti, i breakout hanno maggiori probabilità di successo quando avvengono in condizioni di bassa volatilità. Questo perché è possibile sfruttare il successivo “effetto-elastico” derivante da un eccesso di riduzione della volatilità di breve periodo. Il breakout può diventare così davvero molto esplosivo, prestandosi in modo efficace sia all’operatività di brevissimo periodo (del tipo “mordi e fuggi”, scalping e trading intraday) che a quella basata su un orizzonte temporale multiday (position trading). Nell’esempio proposto, possiamo osservare una contrazione decisa della volatilità su un grafico a 5 minuti, relativo al tasso di cambio dollaro/yen, che ha provocato una fase laterale di ben 9 ore. Questa compressione ha facilitato l’accelerazione dei prezzi sul breakout del massimo del rettangolo e aperto la strada a un forte movimento direzionale intraday.

I sistemi di trading basati sui breakout vengono classificati tra i più affidabili e profittevoli, ma anche in grado di assicurare un livello di rischio iniziale molto basso mentre il rendimento atteso sarà generalmente molto elevato. Sebbene sia la tecnica maggiormente a rischio di falsi segnali, offre al trader un modo semplice per gestire l’operatività. Infatti, da un punto di vista operativo, lo stop loss sarà fissato sotto il minimo della candela di breakout (rottura rialzista) o sopra il massimo della candela di breakout (rottura ribassista). A fronte di un piccolo rischio sarà possibile sfruttare un probabile movimento direzionale dei prezzi, con profitti che si aggirano mediamente anche a 5 volte l’ampiezza del rischio iniziale. Parlavamo prima dei possibili falsi segnali sui breakout. In effetti, bisogna stare attenti a quei contesti in cui il mercato è in ipercomprato o ipervenduto che potrebbe mettere in crisi le strategie basate sulla forza o sulla debolezza, favorendo infatti le prese di profitto sui livelli critici del prezzo. In questi casi è meglio optare per ingressi sui pullback o altre strategie di swing trading piuttosto che ricercare difficili ingressi sul breakout. I falsi segnali sui breakout vengono definiti come “bull trap” (trappola per tori, cioè dannosa per i compratori) e “bear trap” (trappola per orsi, quindi negative per chi vende allo scoperto). Si tratta di configurazioni grafiche che derivano dall’azione dei cosiddetti “large traders”, gli squali dei mercati finanziari, studiate per ingannare appositamente i piccoli trader online. Ecco perché è necessario intervenire sui breakout soltanto quando siamo alle prese con situazioni di mercato caratterizzate da bassa volatilità: le probabilità di vincita aumentano a dismisura. In alternativa, è possibile anche inserire dei filtri operativi per scongiurare il pericolo dei falsi segnali. Ad esempio, si può propendere per una strategia basata sul breakout solo se confermato dopo la chiusura della candela di rottura e accompagnato da un cospicuo aumento dei volumi. In generale, anche la maestria e l’esperienza del trader possono fare la differenza nell’individuazione delle migliori opportunità in breakout.